13 AVIS CREMONA ASSEMBLEA AVIS PROVINCIALE di Andreina Bodini La 65° Assemblea dell’Avis Provinciale, svoltasi domenica 29 marzo 2026, si è aperta con una frase slogan di notevole spessore, ossia “donatore al centro”. E da qui è partito il presidente Cristiano Manfredini per la sua prolusione, preceduta però da alcuni interventi istituzionali degli ospiti presenti. Tra cui una dott.ssa di AIL che ha convintamente sostenuto il valore della collaborazione tra le due associazioni e il dott. Viti, responsabile del Centro Trasfusionale, che ha tracciato il bilancio del 2025 sottolineando come per il plasma non si siano raggiunti gli obiettivi fissati da Avis regionale Lombardia. Si sono però introdotti importanti criteri di sicurezza nella lavorazione del plasma ottenuto dalla scomposizione del sangue intero; ha anche aggiunto che i risultati del sangue intero sono leggermente inferiori a quelli dell’anno precedente. A seguire ha preso la parola il dott. Giuseppe Navoni, presidente AIL Cremona, medico, il quale riportando una esperienza familiare, ricorda come, visto dalla parte di chi ne necessita, sia incredibile il bisogno di sangue, che è una grandissima opportunità per gli ammalati. Anche per questo, nella loro campagna promozionale delle uova di Pasqua AIL, hanno inserito un volantino sull’Avis per sottolineare la grande attenzione al dono del sangue. I lavori assembleari sono ripresi con la relazione del Consiglio, esposta dal presidente. Egli ha sottolineato come Avis provinciale, in un contesto sempre più segnato dalla cultura del profitto, abbia operato continuando a valorizzare la cultura del servizio e della gratuità. Il lavoro dell’associazione, nella prima parte del 2025, è stato caratterizzato dalle relazioni con i consigli direttivi di molte Avis comunali, molti dei quali sono variati; si è sottolineato inoltre come il nuovo Consiglio direttivo a livello provinciale vanti una significativa presenza femminile. A livello regionale, Avis provinciale è stata da subito coinvolta in vari tavoli di lavoro e nelle Commissioni Informatica e Politiche giovanili; si è partecipato inoltre anche al tavolo tecnico per la gestione dei software associativi. Di seguito il presidente ha continuato con l’analisi dei dati: la differenza rispetto allo scorso anno è stata di 1043 unità di cui 989 di sangue intero e 54 di plasma. Il maggior calo si è manifestato, come avviene da anni, nei mesi di gennaio, aprile ed agosto per carenza di donatori; l’indice donazionale è restato comunque superiore a 2. La relazione si è chiusa con un sentito ringraziamento ai Direttori sanitari, agli Infermieri e ai Medici che collaborano nelle Avis comunali, per il loro insostituibile impegno nella gestione dei donatori e degli aspiranti. Molto interessante è parso poi l’intervento di Vincenzo Davì, segretario generale di Avis regionale. Egli ha parlato delle attività promozionali in collaborazione con altre associazioni legate al dono (quando si fanno eventi destinati alla popolazione giovanile) ed ha informato che per ogni euro dato ad Avis ne vengono restituiti 8 alla società. Molto interessante il suo richiamo ad usare attenzione e sensibilità verso le donne che si iscrivono per diventare donatrici, considerando che spesso diventano, nella loro vita, caregiver e tendono a lasciar passare tempo tra le donazioni: vanno sostenute. Ed ha concluso con questa frase “La speranza è fatta di qualcosa che qualcuno deve far accadere”.
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