AVIS Comunale Cremona

5 AVIS CREMONA AVIS E SCUOLA 2025 - 2026 Come ha ricordato nell’ultima Assemblea ordinaria il presidente Giuseppe Scala, è necessario potenziare la promozione sempre, ma soprattutto verso la possibile fascia di futuri donatori 18-35 anni. Per questo lui stesso tiene i contatti con Unicatt nella settimana del dono e per questo, durante tutto l’anno scolastico in corso, il dott. Umberto Bodini e le volontarie Prof.sa Marilena Bonali (per Avis) e la sig.ra Annarita Capellini (per ADMO) si recano nelle scuole di ogni ordine e grado per incontrare gli studenti e parlare della necessità e del valore del dono del sangue e di midollo osseo. Per l’Avis comunale di Cremona l’attività promozionale nelle scuole è una costante, infatti anche i nostri predecessori si erano attivati per raggiungere un bacino sempre più ampio di persone maggiorenni, al fine di essere in tanti a portare il proprio contributo alla soluzione di un problema: avere a disposizione il sangue per le necessità ospedaliere. Attualmente l'Avis comunale di Cremona partecipa a Progetti legati all'educazione alla salute ed al benessere degli studenti delle scuole cittadine, essendo inserita tra i referenti che promuovono il dono del sangue nel catalogo dell'ATS Valpadana "Costruire la salute". E dobbiamo dire che il mondo della scuola accoglie sempre volentieri la nostra proposta di relazionare sugli emocomponenti e offrire agli studenti l’opportunità di gettare uno sguardo alle problematiche del proprio tempo. Raggiungere studenti di 18/19 anni è importante sia per la loro formazione di cittadini in ottica di educazione alla cittadinanza attiva, sia per incrementare le fila dei donatori di sangue perché la nostra Associazione registra un sensibile calo ogni anno e non si raggiunge mai il pareggio tra chi lascia per raggiunti limiti di età o problematiche personali e chi si iscrive all’Avis. Del resto appare evidente che far riflettere sulla solidarietà e sulla possibilità di mettersi in gioco singolarmente per il miglioramento della società in cui viviamo è un obiettivo comune sia per Avis che per la Scuola. In particolare nelle classi quarte e/o quinte degli istituti superiori si fa riferimento al D.M. n° 35 del 20/06/2020 relativo all’insegnamento dell’educazione civica. Si ricorda infatti a tutti gli studenti, declinando il concetto ovviamente in modo diverso a seconda dell’ordine di scuola contattato, che il sangue esiste nella emoteca dell’ospedale, solo perché i donatori compiono un gesto volontario, non retribuito, generoso verso chi è in difficoltà. Il diritto alla salute è strettamente connesso con il “dovere” non scritto, non obbligatorio, ma etico, di donare una parte di sé. Spesso non si pensa alla necessità di donare il sangue, si ha bisogno di venire a contatto con una realtà vicina a noi (malattia, incidente di un amico, di un familiare ad es.) per capire quanto sia importante il gesto, quanto sia rassicurante per l’ammalato ed i suoi familiari sapere che ci sono persone generose che provvederanno, in tutta gratuità, al loro bisogno. Al termine degli incontri nelle scuole registriamo in Avis un buon rimando e soddisfazione da parte degli studenti e dei loro insegnanti e questo ci spinge a continuare nella nostra opera di convincimento sperando che a tempo debito, secondo la sensibilità di ciascuno, questi studenti possano diventare donatori.

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