10 DI JOEL DICkER (ED. LA NAVE DI TESEO) in investigatori. Una notte, infatti, l’aula speciale di Joséphine e dei suoi amici si allaga improvvisamente. Tutto farebbe pensare ad un guasto o a un malfunzionamento, ma ben presto si scopre che l’allagamento è stato provocato in modo volontario. Le cause dell’allagamento vengono ben presto alla luce in quanto il capo dei pompieri -una figura assolutamente affascinante per tutti i bambini del gruppo- dichiara che gli scarichi del lavandini sono stati otturati con della plastilina. Nessun adulto, tuttavia, nemmeno il capo dei pompieri, sembrerebbe intenzionato ad investigare in modo serio per quella che viene liquidata come una bravata. Ritengono tutti infatti che possa essersi trattato o di un dispetto di un bambino prepotente o di un escamotage di uno dei bambini del gruppo per non andare a scuola. Ciò nonostante, l’evento è preso molto seriamente da Joséphine e dai suoi amici che decidono di mettersi sulle tracce del colpevole, conducendo un’indagine in piena regola, come quelle che seguono alla tv insieme alla nonna di Giovanni. Come nel migliore dei polizieschi, i bambini si rendono conto che, come prima cosa, devono capire il movente. Chi aveva interesse nel far chiudere la scuola speciale? Quale potrebbe essere la motivazione che lo ha spinto a una tale azione? Nel frattempo, le attività di Joséphine e dei suoi amici vengono spostate giocoforza nell’edificio principale della scuola, dove la loro tranquilla routine quotidiana viene spesso interrotta da nuovi personaggi, come il Direttore, che interrompe spesso e volentieri le lezioni nella nuova aula e che sembra aver preso in simpatia sia i bambini che la loro insegnante e che si rende protagonista di una serie di iniziative tragicomiche. Nel frattempo, le indagini di Joséphine proseguono di colpo di scena in colpo di scena, tra deduzioni brillanti, pedinamenti da film su macchine con autista e scoperte incredibili che mettono tutti gli eventi in una nuova luce. I dialoghi dei bambini e gli eventi di cui si rendono protagonisti si susseguono in modo accattivante e divertente, facendoci appassionare alla vicenda e affezionare a questo gruppetto che ci dimostra che il potere dell’amicizia e l’assenza di pregiudizio sono strumenti potentissimi di verità e che la trasparenza e l’innocenza possono diventare una chiave di lettura speciale per il mondo che ci circonda. Sarà soprattutto il gran finale a divertire fino alle lacrime il lettore, in quella che potrebbe essere una favola di Natale in cui non ci sono cattivi troppo cattivi, ma solo bambini coraggiosi e adulti un po’ pusillanimi che riescono a trovare il modo di far valere le ragioni del cuore. ... “UNA CATASTROfE NON AVVIENE MAI ALL'IMPROVVISO: è IL RISULTATO DI UNA SERIE DI PICCOLE SCOSSE CHE qUASI NON SI NOTANO, MA CHE, A POCO A POCO, DIVENTANO UN TERREMOTO.” ... OCCHIO AL LIBRO “LA CATASTROfICA VISITA ALLO ZOO” a cura di Lucia Catelli Joséphine è una dolce bambina che frequenta le scuole elementari. Lei, così come i suoi compagni di classe, hanno esigenze speciali e, pertanto, hanno a disposizione un’aula tutta per loro nel comprensorio della scuola locale. Prendiamo immediatamente in simpatia tutto il gruppetto: Joséphine coltiva il sogno, da grande, di inventare parolacce e di scriverne un dizionario; Artie è ipocondriaco e da grande sogna di diventare un medico per potersi curare da solo; Thomas, molto esuberante, è figlio di un maestro di karatè e sogna di diventare, a sua volta, un maestro di karatè; Otto adora imparare cose nuove e da grande vuole fare il conferenziere; Giovanni, che viene da una famiglia benestante, indossa sempre la camicia e dice che da grande vorrebbe lavorare nell’azienda di famiglia, fondata dal nonno e ora diretta al padre (secondo Joséphine le aziende di famiglia sono quelle in cui ciascuno aspetta il proprio turno); infine Yoshi, che non parla mai, ma si esprime senza parole tramite le sue sculture in plastilina. Le lezioni con gli altri bambini, tenute dalla loro maestra, la signorina Jennings, procedono in modo tranquillo e ordinato fino a che un evento imprevisto non costringe il gruppo di amici a trasformarsi
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